Mi piace pensarlo così, questo nuovo anno. Senza liste da spuntare, senza promesse urlate a mezzanotte, senza quella fretta un po’ ansiogena di diventare “migliori” a tutti i costi. Niente buoni propositi, dunque. Solo buone cose.
Un anno che non chiede perfezione, ma presenza. Fatto di amicizie vere, di quelle che non hanno bisogno di spiegazioni infinite, che sanno stare in silenzio e ridere forte allo stesso modo. Amicizie che non misurano il tempo, ma la qualità degli attimi condivisi. Cuori aperti, prima di tutto: aperti alle persone, alle sorprese, persino agli imprevisti che spesso si rivelano i più memorabili.
Vorrei un anno cucito di emozioni belle, di quelle che arrivano senza avvisare e ti sorprendono mentre non stai cercando nulla. Incontri piacevoli, casuali solo in apparenza, sguardi che raccontano più di mille parole e conversazioni che restano addosso anche dopo i saluti. Sensazioni da ricordare, da ripescare nei giorni grigi come si fa con una fotografia cara.
Un anno in cui nulla è lasciato davvero al caso, anche quando sembra. Perché scegliere di lasciarsi andare è già una decisione. È fidarsi del flusso, ma con stile. È dire sì a un invito improvviso, a un viaggio non programmato, a un caffè che diventa aperitivo e poi racconto. È concedersi il lusso della leggerezza, che è tutt’altro che superficialità.
E poi, lasciatemelo dire: un bell’abito. Sempre. Non per impressionare, ma per sentirsi bene. Perché vestirsi bene è una forma gentile di rispetto verso se stessi e verso la vita. Un gesto semplice, ma chic, come questo anno che immagino, elegante senza sforzo, curato senza rigidità, luminoso senza eccessi.
Ecco, se dovessi augurarmi qualcosa, sarebbe questo, un anno di buone cose, buone compagnie e belle emozioni. Da vivere con il cuore aperto e possibilmente, con un abito che sappia raccontarlo.