E così eccoci qui, con il 2025 che raccoglie le sue cose senza fare troppo rumore, come un amico che non ama i saluti lunghi ma lascia sempre un buon ricordo. È stato un anno un po’ tutto e un po’ niente, di quelli che ti sorprendono quando meno te lo aspetti e che, solo alla fine, ti accorgi di aver vissuto davvero. Un anno che non ha fatto troppo sfarzo, ma che ha avuto quel suo scintillìo discreto, quasi timido, che resta addosso più di mille fuochi d’artificio.
Ora davanti a noi c’è il 2026, ancora tutto impacchettato, con il fiocco storto e l’etichetta scritta a mano: da scoprire. Non sappiamo cosa conterrà, e forse è proprio questo il bello. Lo guardiamo con quell’ironia leggera di chi ha capito che programmare tutto è sopravvalutato, e con il sorriso aperto di chi è pronto ad accogliere quello che verrà, anche se non era esattamente nei piani.
Quello che sarà, sarà. Senza ansia, senza troppe aspettative, ma con la curiosità viva e lo spirito pronto a ridere anche quando le cose prenderanno strane deviazioni. Addio 2025, grazie per quello che sei stato, per quello che ci hai insegnato e per quello che, senza saperlo, ci hai preparato ad affrontare. Il 2026 ci aspetta, noi arriviamo leggeri, ironici, con il cuore aperto. E sì, un po’ ti mancheremo. Ma tu mancherai anche a noi.