Ci siamo quasi. L’estate, con la sua leggerezza un po’ sfrontata, sta lentamente preparando le valigie. Lo fa senza troppo rumore, lasciandoci ancora qualche giornata luminosa, una sera tiepida e la tentazione di fingere che settembre sia ancora lontanissimo.
E invece eccoci qui, alle prese con quel momento dell’anno in cui iniziamo a salutare le infradito, a riporre i costumi e a guardare con una certa curiosità le prime giacche leggere. Non è ancora tempo di malinconia, sia chiaro. Per quella c’è sempre tempo.
L’estate merita piuttosto un congedo elegante. Un grazie per le giornate interminabili, per i tramonti arrivati senza appuntamento, per le cene all’aperto, i capelli spettinati dal vento e quella splendida sensazione di avere sempre qualche ora in più.
Ci ha ricordato che non tutto deve essere programmato, che un aperitivo può trasformarsi in una cena e che, qualche volta, la cosa migliore da fare è semplicemente non fare nulla.
Ora, però, l’aria comincia a cambiare. Le mattine si fanno appena più fresche, la luce più morbida e nell’armadio ricompaiono, quasi timidamente, maglioni e giacche che avevamo dimenticato.
È il piccolo rituale della stagione che cambia, lasciare andare l’estate senza rimpianti e accogliere ciò che viene dopo con curiosità.
Del resto, ogni fine estate ha il suo fascino. È quel momento sospeso in cui ci sentiamo ancora un po’ in vacanza, ma cominciamo già ad avere voglia di ricominciare.
E allora, cara estate, niente addii drammatici.
Solo un elegante arrivederci.