Ci hanno convinti che il tempo libero sia una concessione. Un premio da meritare, una pausa da guadagnare dopo aver fatto tutto, risposto a tutti, sistemato tutto. Spoiler, quel momento non arriva mai. E allora il tempo libero va fatto. Creato. Difeso. Come le cose importanti.
Crearsi il proprio tempo libero è un atto leggermente sovversivo, ma estremamente elegante. Significa smettere di riempire ogni spazio vuoto “perché sì” e iniziare a scegliere. Anche solo mezz’ora. Anche solo un pomeriggio storto, infilato tra mille impegni, ma finalmente tuo.
Il tempo libero non è tempo sprecato, non è tempo improduttivo, non è tempo rubato a qualcosa di più serio. È tempo che rimette in ordine le idee, che abbassa il volume del mondo e alza quello di quello che ci piace davvero. È il lusso moderno per eccellenza: avere tempo senza doverlo giustificare.
Crearsi tempo libero vuol dire imparare a dire qualche no con garbo, spegnere il telefono senza sensi di colpa e non riempire l’agenda solo per sentirsi necessari. Vuol dire concedersi una passeggiata senza meta, un caffè che dura più del previsto, un libro letto a metà e ripreso giorni dopo. Tutte cose apparentemente inutili, incredibilmente vitali.
È anche un esercizio di stile. Perché nel tempo libero capiamo chi siamo quando non dobbiamo dimostrare niente a nessuno. Quando non produciamo, non rispondiamo, non performiamo. E spesso è proprio lì che arrivano le idee migliori, le risposte più oneste, le versioni più simpatiche di noi stessi.
Il tempo libero non si trova, si sceglie. Non cade dal cielo, si ritaglia. E sì, all’inizio fa quasi strano. Ci si sente in colpa, un po’ inutili, leggermente ribelli. Poi diventa necessario. Irremovibile. Elegante, appunto.
Quindi no, non aspettare di avere tempo libero. Crealo. Mettilo in agenda, difendilo con gentilezza e trattalo come una cosa seria. Perché lo è. E perché, a ben vedere, è uno dei pochi veri lussi che possiamo ancora permetterci.