C’è un momento dell’anno in cui anche gli adulti più razionali iniziano a fare cose strane. Tipo credere che una letterina, scritta con il giusto tono e magari profumata di buoni propositi, possa davvero finire dritta dritta sulla scrivania di Babbo Natale.
Spoiler: scriverla è già metà della magia.
La letterina non è solo una lista di desideri. È un piccolo rituale natalizio, un esercizio di stile, un mix ben dosato di speranza, ironia e “magari quest’anno funziona”. C’è chi la scrive con calligrafia impeccabile e chi la butta giù tra un biscotto allo zenzero e una tazza di tè, ma il messaggio è sempre lo stesso: caro Babbo Natale, io ci provo.
Il segreto? Essere sinceri… ma non troppo.
Un pizzico di modestia (“quest’anno sono stata quasi sempre bravissima”), una punta di diplomazia (“so che hai tante richieste”), e una buona dose di fantasia. Perché Babbo Natale ama i sogni grandi, ma apprezza anche chi sa godersi le piccole cose, un profumo che scalda l’anima, una coccola profumata per la casa, un pensiero che sa di benessere.
E poi c’è il capitolo più delicato, la lista dei desideri.
Qui vale la regola d’oro del Natale elegante, meglio pochi desideri, ma scritti bene. Niente elenchi chilometrici, niente richieste disperate. La vera classe sta nel lasciare spazio alla sorpresa. Dopotutto, Babbo Natale lavora meglio quando può scegliere.
La letterina, in fondo, è anche un regalo che facciamo a noi stessi. Un momento per fermarci, sorridere, e ricordarci che credere nella magia, almeno a dicembre, non è poi così infantile. È terapeutico.
Quindi penna alla mano, carta (magari profumata) pronta e via: scrivete la vostra letterina. Che Babbo Natale legga o meno, poco importa. L’importante è averle dato una possibilità… e averci creduto con stile