Peter Sellers e la Mini più chic del cinema: ironia, lusso e un tocco di follia

Una Mini Cooper fuori dal comune, tra lusso artigianale e dettagli eccentrici, accompagna Peter Sellers in Uno sparo nel buio, un’icona di stile che unisce ironia britannica e carattere senza tempo.

Peter Sellers e la Mini più chic del cinema: ironia, lusso e un tocco di follia

Ci sono attori che celebrano il successo con una Rolls-Royce o una Ferrari. E poi ci sono quelli come Peter Sellers, che scelgono una Mini, ma naturalmente, non una Mini qualsiasi.

Perché quando Sellers, grande intenditore e appassionato di motori, un po’ nello spirito di Steve McQueen, decide di acquistare una piccola utilitaria britannica, il risultato non può che essere straordinario. Nel 1963 commissiona una versione su misura alla Hooper Motor Services, carrozzeria solitamente abituata a lavorare su Bentley e Rolls-Royce, già solo questo basterebbe a capire che siamo fuori dall’ordinario.

Il risultato? Una Morris Mini Cooper 1963 che costa quattro volte il prezzo del modello standard e che sembra uscita da un salotto più che da una fabbrica. Interni completamente rivisitati, pelle ovunque, plancia in radica di noce, tappeti Wilton, alzacristalli elettrici e persino un tettuccio scorrevole in vinile. Una Mini, sì, ma con l’anima di una grande berlina di lusso.

E poi c’è lei, la firma visiva, la celebre decorazione “wicker”. Migliaia di sottili linee gialle dipinte a mano lungo le fiancate, intrecciate con una precisione quasi ipnotica per simulare il vimini. Un lavoro artigianale così meticoloso da sembrare irreale, pare realizzato da un anziano pittore con un passato nelle carrozze reali, e si racconta con un sorriso, solo dopo aver trovato la giusta “stabilità” a metà della sua seconda bottiglia di vino rosso.

Per Uno sparo nel buio (1964), sequel della saga della Pantera Rosa, fu realizzata una replica dalla Radford, questa volta su base Mini Cooper S e con guida a sinistra, perfetta per le scene più dinamiche. Ed è proprio qui che l’auto entra nella leggenda.

Indimenticabile la sequenza in cui l’ispettore Clouseau e Maria Gambrelli, interpretata dalla magnetica Elke Sommer, sfrecciano per le strade di Parigi… completamente nudi, dopo una rocambolesca fuga da una colonia nudista. Una scena che è puro spirito Clouseau, assurda, elegantemente fuori controllo, irresistibile.

Alla fine delle riprese, con un gesto quasi cinematografico quanto il film stesso, Peter Sellers regalò l’auto al regista Blake Edwards, che la portò con sé in California. Negli anni, quella Mini è diventata una delle più celebri di sempre, restaurata, esposta persino al Goodwood Festival of Speed e infine battuta all’asta come una vera icona.

Rivedendo oggi il film, tra gag surreali e inseguimenti improbabili, si capisce che quella Mini non è solo un oggetto di scena, ma un vero e proprio manifesto di stile, ironico, sofisticato e leggermente eccentrico.

In fondo, proprio come Clouseau. E, forse, proprio come il suo indimenticabile interprete.

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