Ci sono gioielli che si indossano per completare un look e poi ci sono quelli che, semplicemente, diventano il look. È il caso di Salomé Rico Paris, maison nata da una passione viscerale per le pietre preziose, i colori e tutto ciò che brilla con una certa personalità.
La storia comincia nel 2017, quando Salomé Ludaescher Ricomard decide di disegnare il proprio anello di fidanzamento. Dopo otto anni trascorsi nelle più prestigiose maison di Place Vendôme, avrebbe potuto scegliere qualcosa di impeccabilmente classico. E invece no. Immagina una forma Art Déco rivisitata, la combina con diamanti, smeraldi e pietre dure come il turchese e dà vita a qualcosa di decisamente più audace. È il genere di anello che non chiede permesso e, soprattutto, non passa inosservato.
Da quel primo gesto prende forma Salomé Rico Paris, un universo di gioielli che la designer immagina luminosi, gioiosi e intrepidi. Tre aggettivi che spiegano bene una collezione in cui le regole della gioielleria tradizionale vengono prese, osservate con attenzione e poi, con una certa nonchalance, messe in discussione.
Per Salomé, infatti, un gioiello è molto più di un accessorio. È una sorta di “profumo visibile”, qualcosa che racconta chi siamo, custodisce emozioni e ricordi e riesce, con un semplice tocco di colore, a cambiare una silhouette. E forse è proprio questa la parte più interessante: non si tratta di gioielli pensati per restare chiusi in una scatola, ma di pezzi da vivere, mischiare, accumulare e reinterpretare.
Anelli, collane e bracciali giocano con pietre preziose e pietre dure, accostamenti cromatici sorprendenti e forme classiche che vengono continuamente rimescolate. Il risultato è prezioso, certo, ma mai troppo serio. Perché un diamante può convivere tranquillamente con una T-shirt e uno smeraldo non ha bisogno di aspettare una cena di gala per uscire di casa.
È proprio questa libertà, forse, il vero lusso di Salomé Rico Paris: indossare un gioiello importante con la stessa naturalezza con cui si mette il proprio paio di jeans preferito. Un pezzo capace di accompagnare la vita quotidiana, di brillare al sole, cambiare con il tempo e finire per diventare parte della propria identità.
Del resto, il sogno di Salomé è proprio questo: creare quel gioiello che, a un certo punto, diventa così personale da farci sentire quasi nudi quando non lo indossiamo.
Un obiettivo ambizioso? Forse. Ma decisamente più interessante del semplice “avere qualcosa di bello da mettere”.








